VER2 sommelier menu
Home page
Presentazione
Masottina - Cornegliano
Cossetti
Collezione grappe
Antica Hirpinia - Avellino
Quadretto degustazione personalizzato
Carta dei vini  personalizzata
Grappa - Informazioni e storia
Glossario - Le parole del vino
Tecniche di degustazione
Bicchieri
Cibo - Vino
Decalogo della scuola francese
D.O.C.G. - D.O.C. - I.G.T. - Vini e vitigni
A.N.A.G.


























Sistemi di allevamento

Alcune sono basse, altre ad altezza d'uomo, altre ancora "pergolate", o più spesso si allungano in orizzontale appoggiate su fili d'acciaio. Le forme di allevamento della vite sono differenti e profondamente diverse l'una dall'altra: tutte però, condizionano in modo decisivo il livello qualitativo del prodotto finale.
La vitis vinifera è infatti un rampicante, un po' come l'edera, ed è possibile creare una "traccia" per il suo sviluppo in modo da renderne ottimale la maturazione delle uve e più facile la raccolta.
La scelta del sistema di allevamento da utilizzare dipende da molti fattori: innanzi tutto il clima, in alcune zone bisogna cercare il più possibile l'esposizione al sole o all'aria, in altre bisogna proteggere il frutto dai raggi troppo violenti o da umidità troppo elevate. Molto dipende poi dal tipo di terreno, dalle caratteristiche del vitigno impiantato, dalla destinazione enologica dalle scelte produttive, dall'eventuale meccanizzazione del vigneto... I sistemi di allevamento più diffusi sono circa una decina. Quello dell'"alberello", una pianticella tenuta a un'altezza di 30-40 centimetri da terra, è un sistema adottato di solito nelle zone calde dove l'acqua scarseggia o nelle zone fredde per sfruttare al meglio il calore dei terreni.
Il "Guyot", uno dei sistemi di allevamento più diffusi prevede che sul fusto, alto 50-80 centimetri, vengano sistemati diversi fili orizzontali tra i pali, al più basso dei quali viene legato il capo al frutto. Gli altri rami sono legati verticalmente ai fili superiori. È un sistema che può adattarsi a diverse varianti.
Nel "Cordone speronato" il fusto della pianta può arrivare a un metro di altezza; la potatura è fatta in modo da far sviluppare un andamento orizzontale su un filo di ferro sul quale si trovano gli speroni (i tralci).
Simile al precedente il "Cazenave" che prevede la creazione di nuovi capi a frutto che partendo dalla branca orizzontale vengono inclinati verso l'alto. Adatto alle grandi produzioni è il sistema "Sylvoz" che prevede un tralcio orizzontale alto da cui dipartono i rami fruttiferi arcuati verso il basso. Una variante dello Sylvoz è il sistema "Casarza" che prevede l'impianto di due viti contro lo stesso palo e l'andamento orizzontale dei tralci legnosi. Si forma così un cordone permanente con un imponente sviluppo fogliare che offre una buona protezione ai grappoli.
Sotto il nome di "pergola" vanno numerose forme di allevamento che si differenziano da regione a regione. Particolarmente usata nel Triveneto ha come caratteristica di base quella di formare un vero e proprio tetto vegetale. Studiato per l'uso delle macchine vendemmiatrici è infine il "Geneva double courtain", che prevede la crescita della pianta fino a un metro e mezzo e la creazione di due corridoi perpendicolari ai filari da dove scendono dall'alto i germogli.

Sei il visitatore n.