VER2 sommelier menu
Home page
Presentazione
Masottina - Cornegliano
Cossetti
Collezione grappe
Antica Hirpinia - Avellino
Quadretto degustazione personalizzato
Carta dei vini  personalizzata
Grappa - Informazioni e storia
Glossario - Le parole del vino
Tecniche di degustazione
Bicchieri
Cibo - Vino
Decalogo della scuola francese
D.O.C.G. - D.O.C. - I.G.T. - Vini e vitigni
A.N.A.G.


























Portainnesti

Tutta colpa degli americani... L'invasione della filossera arrivata dall'America del Nord nel secolo scorso ha radicalmente cambiato la viticoltura. Si rese infatti necessario utilizzare esclusivamente radici di vite americana (le uniche resistenti al parassita) sulle quali innestare porzioni di tralcio di vinifera europea. Le radici vengono chiamate portainnesti (detti anche piede o talea) su cui si innesta il tralcio (la marza) con una o più gemme che, mediante l'innesto, si salderà alla vite constituendone la parte alta.
Pur discendendo tutti da una specie americana resistente alla filossera, esistono diversi tipi di portainnesti, ognuno ideale a uno specifico terreno, clima, esigenze di produttività, sistemi di allevamento, vitigno scelto da innestare. Allo stesso modo anche le marze sono scelte accuratamente all'interno di una selezione tesa a individuare i cloni che offrono le migliori produzioni in base alle caratteristiche del vigneto e al vino che si vuole ottenere.
Solitamente nella messa a dimora di nuovi vigneti vengono impiantate delle barbatelle (portainnesto più tralcio del vitigno già innestato).

Sei il visitatore n.