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Equilibrio

È un discorso complesso quello dell'equilibrio di un vino che gli "addetti ai lavori" stanno ancora approfondendo per arrivare ad individuare una sistema in grado di "pesare" con precisione tutti gli elementi che concorrono alla composizione organolettica del prodotto.
Uno dei massimi luminari di enologia, il francese Peynaud, ha così sintetizzato l'equilibrio di un vino: "Alcolicità, morbidezza, acidità, tannicità: dati i principali componenti del vino il risultato finale è la loro somma algebrica".
L'alcolicità è responsabile del calore di un vino, del corpo, gli conferisce morbidezza e rotondità, ne smorza l'acidità e l'astringenza. La morbidezza è relativa agli zuccherini e alla glicerina, sostanze che mascherano l'amaro, che si contrappongono all'acidità, che conferiscono morbidezza e rotondità. L'acidità è responsabile della freschezza e della vivacità, rinforzano la durezza del tannino e accrescono l'impressione di amaro. La tannicità (elemento valido per i vini rossi) provoca l'astringenza, può dare sensazioni più o meno amare (più o meno piacevoli) e rinforza l'acidità.
L'equilibrio di un vino è quindi essenzialmente dato da come questi elementi si combinano, si rafforzano, si nascondono o si annullano.

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